Barcellona,studente italiano perde un occhio dopo essere stato ferito dalla polizia con un proiettile di gomma
di Enrico Consoli

La storia che stiamo per raccontarvi ci fa rabbia, ci indigna, ci spinge a chiedere giustizia e verità. Protagonista, suo malgrado, é il nostro amico Nicola Tanno, tanti anni di militanza nella politica studentesca e un presente a Barcellona, dove ha deciso di continuare la sua formazione dopo la laurea. Proprio il giorno della finalissima mondiale avevamo pubblicato un interessante articolo di Nicola sui fermenti indipendentisti che animano la Catalogna in questi giorni: non avremmo mai pensato di doverlo intervistare come attore principale di una vicenda così assurda.
Nicola, infatti, ha perso l'occhio destro dopo essere stato colpito da un proiettile di gomma sparato dalla polizia spagnola durante la festa per la vittoria della Spagna ai mondiali di calcio. Lo abbiamo intervistato per capire cos'è successo esattamente quella maledetta sera.
Cos'è successo la sera dei festeggiamenti per la vittoria della Spagna ai mondiali? Come stai ora?
Dopo la fine della partita sono uscito di casa e sono andato a Placa Espana, una piazza importante di Barcelona dove avevano messo un maxischermo. C'era molta gente, un migliaio di persone, il classico clima di euforia collettiva che c'è in queste situazioni, con gente di tutte le età. Per un'ora ho girato per la piazza con la mia webcam perchè volevo fare un articolo per il mio blog. Poi, ad un certo punto e senza ragione sono arrivati i furgoni dei Mossos d'Esquadra, che è una forza di polizia della Generalitat catalana. In pochi minuti hanno sgomberato un'intera piazza e io mi sono spostato in una via laterale. I mossos continuavano ad avanzare e prima di tornare a casa mia volevo fermarmi in un luogo affollato e tranquillo,convinto che fosse il posto migliore per stare sicuro. Mi sono inserito tra i tavoli esterni di un bar dove c'era tanta gente e
lì la polizia mi ha sparato. Mi sono sentito volare in aria e cadere al suolo al rallentatore, all'inizio non sentivo più nulla attorno a me, poi dopo pochi secondi ho sentito la gente gridare e mi sono toccato l'occhio e ho capito che mi avevano sparato là. Non ho mai perso i sensi, mi hanno ricoverato in vari ospedali e oggi, dopo 15 gironi ho fatto due operazioni ma purtroppo l'occhio destro l'ho perso. Ci tengo comunque a dire che lo scenario di quella sera era di festa.
Che atteggiamento hai riscontrato da parte delle forze dell'ordine spagnole e da parte dei cittadini? Credi che sarà fatta giustizia o il fatto che a sparare sia stata la polizia renderà tutto più difficile?
Da parte delle forze di sicurezza ovviamente l'atteggiamento che ho trovato è stato violento e assurdo. non c'era alcun rischio quella sera e non sono stato l'unico ferito. Dopo l'incidente quella sera ho trovato molte persone che mi hanno aiutato sia dall'Italia che da Barcelona e ora che stiamo comunicando all'esterno ciò che è successo sto ricevendo tanta solidarietà.
Spero che si faccia giustizia, ci sono dei video, ci sono dei testimoni, dei feriti e non si potrà chiudere gli occhi su quello che è successo. ovviamente non mi riferisco solo all'autore materiale del gesto ma anche a chi quella sera ha deciso di affrontare le persone in festa come se fossero un pericolo pubblico.
Che messaggio ti senti di lanciare ai lettori di linkredulo e cosa diresti all'autore di quel gesto sconsiderato?
Spero che in Italia si possa raccontare questa storia il più possibile, che le autorità italiane chiedano spiegazioni a quelle spagnole. Purtroppo siano in estate, l'attenzione cala un po’ e poi di tragedie peggiori ce ne sono tutti i giorni però, per quanto sarà possibile mi piacerebbe che ci fosse un po' d'attenzione su questa vicenda. le forze dell'ordine non possono fare ciò che vogliono in ogni situazione, ci sono delle regole, c'è un protocollo da seguire anche per loro. Credo che sia un problema che possa interessare non solo agli spagnoli, credo che a livello europeo bisogna discutere sulla differenza tra il garantire la sicurezza e il colpire nel mucchio.
A colui che ha sparato ci penso spesso: credo che sia un piccolo uomo che ha paura e che si copre dietro la sua divisa. Sa quello che ha fatto ma non parla, si sente protetto e sta zitto. Io sono nero dalla rabbia ma almeno vorrei ricevere delle scuse, scuse sincere e vorrei che questa persona avesse il coraggio di chiederle. Per me sarebbe importante.
Non ci resta che abbracciare Nicola, sperando che chi é stato testimone di quanto successo decida di uscire allo scoperto e che almeno questa volta sia fatta giustizia su quanto accaduto.

Commenti