Fibronit: arriva il progetto definitivo
di Antonella Squicciarini

Ieri mattina si è concluso un altro capitolo della storia infinita legata alla Fibronit.
A Palazzo di città è stato presentato il progetto di messa in sicurezza definitiva dell’area dell’ex fabbrica, progetto che verrà trasmesso in settimana al Ministero dell’ambiente. A settembre si aspetta il via libera nella conferenza dei servizi per far partire poi la gara d’appalto. L’inizio dei lavori infine è previsto per il prossimo anno, da concludersi in 32 mesi con 10 milioni di spese.
L’ormai famosa Fibronit ha prodotto a Bari dal 1935 al 1985 elementi per l’edilizia in amianto, tra cui il tanto discusso eternit. Ora è una fabbrica in rovina, una discarica di amianto a cielo aperto con cui i cittadini baresi hanno imparato a convivere. C’è chi non ci fa quasi più caso e chi invece ha sempre combattuto per ottenere quello che forse oggi è stato riconfermato, la demolizione. Nonostante, si sa, i tempi della burocrazia e delle amministrazioni siano sempre un po’lunghi.
Su quel suolo, circa 100.000 mq, sorgerà il “Parco della Rinascita”, voluto dall’Associazione Esposti all’Amianto (AEA) e dal Comitato Cittadino “Fibronit”.
Una intitolazione simbolica, a dispetto dei morti che la fabbrica ha seminato nella sua storia. Secondo le stime di chi in quella fabbrica ci ha lavorato sono 180 gli operai che hanno perso la vita per tumori polmonari dovuti a inalazioni di fibre di amianto. Senza contare i casi di morte imputati alla fibronit tra gli abitanti della zona.
I processi giudiziari in corso però hanno confermato solo tredici casi. Evidentemente si tratta di uno scarto non indifferente. I lavoratori e chi si è interessato alla questione hanno più volte denunciato questa cifra esigua, “comprensibile” se si considerano i numerosi interventi da parte della proprietà per ottenere il ritiro delle denunce in cambio di denaro o di assunzioni. L’imputazione altrimenti sarebbe molto grave: omicidio colposo.
Negli anni scorsi sono già stati effettuati lavori di bonifica e interventi, come dipingere di blu i tetti dei capannoni, per evitare che continuino a disperdersi nell’aria le fibre di amianto.
Ora invece, oltre alla demolizione degli edifici contaminati da amianto, il progetto presentato prevede la messa in sicurezza delle macerie e delle aree dove sono stati trovati terreni ugualmente contaminati.
Il sindaco Emiliano, protagonista della conferenza, ha ammesso: “La messa in sicurezza della Fibronit è una delle ragioni per la quale la mia amministrazione è stata eletta e la giudico la cosa più importante che ci accingiamo a completare. E’ un forte segnale politico perché noi del centrosinistra ci siamo sempre battuti sulle tematiche ambientali”.
