“Diamo un calcio al razzismo”, la competizione della solidarietà
di Sara Ingrosso

Otto squadre di sei nazionalità diverse, unite da un unico pallone per dare un comune calcio al razzismo e ai pregiudizi. Ed è proprio lo slogan “diamo un calcio al razzismo” a dare il nome al torneo di calcio nato per dare un segnale d’integrazione e per superare le diversità, promosso dall’associazione Rete Iside, dalle Comunità Migranti e dallo Sportello Immigrati RDB, con il patrocinio dell’assessorato alle politiche educative, giovanili e sportive del Comune di Bari che ha contribuito anche economicamente per la realizzazione dell’evento.
Notevole sottolineare chi partecipa all’ iniziativa. Oltre alle comunità del Senegal, delle Mauritius, del Marocco e della Nigeria, anche gli Eritrei in attesa di avere l’asilo politico risiedenti al CARA e i Somali occupanti il Ferrhotel hanno costituito due squadre diverse. Allo stesso tempo anche l’Italia, Paese ospitante, è rappresentata dalla squadra degli Studenti Fuorisede e da quella del sindacato studentesco Link.
Il calcio d’inizio è stato dato il primo maggio, data scelta non casualmente dagli organizzatori, e gli incontri sono proseguiti per tutto il mese presso il centro sportivo “Free Time” di Bari Japigia. Le prime due squadre di ogni girone sono passate alle semifinali, che si terranno oggi, mentre il gran finale del torneo è previsto per il 29 maggio. I premi messi in palio sono soltanto simbolici, la vera vittoria è stata segnata dal raggiungimento di solidarietà e vero spirito sportivo. La partecipazione e la fratellanza tra le diverse squadre sono state ben visibili soprattutto in Marocco – Studenti Fuorisede e in Eritrea – Link , incontri conclusi con un abbraccio tra vincitori e sconfitti in dimostrazione di questo spirito sportivo obiettivo del torneo.
Abbiamo parlato con Chouaib Chtiwi, uno degli organizzatori del torneo, il quale ci racconta dello straordinario successo dell’iniziativa anche per la sentita partecipazione dei cittadini stranieri e italiani: basti pensare che a torneo iniziato diverse comunità hanno richiesto di essere inserite. Adesso gli organizzatori mirano già alla prossima “competizione della solidarietà”, con l’ambizione di renderla sempre più vasta ed accessibile ad un numero sempre maggiore di squadre, allargando il torneo ad un livello provinciale. La data sarà sempre quella simbolica del primo maggio, festa del lavoro ed occasione per rinnovare i sentimenti di uguaglianza e solidarietà in nome del rispetto reciproco. «Il primo maggio noi dello sportello migranti organizziamo sempre un’iniziativa – racconta Chtiwi – ma quest’anno abbiamo ritenuto giusto fare qualcosa di diverso dalla solita manifestazione, proprio per dare un segnale forte e per far comprendere che è proprio lo stare insieme che toglie le diversità».
Ed è proprio all’insegna di questo voler stare insieme, il torneo si concluderà la sera del 29 maggio con una festa multietnica aperta a tutti nella quale sono previste anche degustazioni di piatti tipici dei Paesi che hanno gareggiato. Momento di convivialità per confermare che dopo calciato il razzismo, la vera accoglienza è riuscita a fare goal.
OGGI LE SEMIFINALI:
Link vs Nigeria
Marocco vs Somalia
