Letture contro il bavaglio: anche a Bari il reading sulla libertà

di Antonella Squicciarini


Il disegno di legge sulle intercettazioni in discussione al senato continua ad animare a buon diritto diverse voci di protesta. Protesta che arriva anche nelle librerie di tutta Italia, nell’ambito dell’iniziativa promossa da editori e librai: reading di libri sulla libertà, dal 31 maggio al 6 giugno.

La prima tappa a Bari si è svolta martedì pomeriggio presso la libreria Laterza, centro attivo di questa maratona. Come ha spiegato l’editore Alessandro Laterza, in coordinazione con le case editrici Minimum Fax e il gruppo editoriale Mauri Spagnol, si è pensato di dar vita ad un movimento di dissenso che abbia come mezzo di propaganda e sensibilizzazione proprio manifestazioni come questa.

La legge relativa alla pubblicabilità degli atti giudiziari rappresenta un forte limite alla libertà d’informazione dei cittadini. Ma il rischio collaterale che può passare in secondo piano rispetto all’attenzione di tutti è l’incidenza che essa avrebbe anche sulle pubblicazioni editoriali, sulla libertà di stampa. Oltre alla censura vera e propria che ne deriverebbe, ci sarebbe un’autocensura preventiva da parte di autori ed editori. Quel che è peggiore, se possibile, di una privazione della libertà di informazione manifesta, è una privazione subdola e impalpabile.

Nel ciclo di letture sono intervenuti esperti, giornalisti, professori e professionisti a vario titolo.

Tra i lettori, l’intervento di Luciano Canfora, filologo e saggista di fama internazionale, ordinario di filologia classica all’Università di Bari. Sulla lettura di alcuni articoli della Costituzione, testo base e  di riferimento «visto che ancora in vigore», come lui stesso ha ironizzato, ha provato a riflettere sull’idea stessa di libertà. Un concetto difficile su cui la filosofia si è interrogata e continua a farlo. La Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino ci viene in questo senso in aiuto, definendo come libertà il potere dell’uomo di esercitare tutte le sue facoltà, che ha la sua regola nella giustizia.

Un concetto, quello di libertà, su cui si regge la nostra stessa Costituzione. La libertà a cui si fa riferimento è quella che deriva dall’uguaglianza di tutti i cittadini, che deriva dalla rimozione di ogni ostacolo di ordine economico e sociale che si frapponga al loro benessere. Un concetto molto concreto, non sempre applicato.

Riguardo poi alle tre “inviolabilità”, la libertà personale, il domicilio e la libertà e la segretezza di ogni altra forma di comunicazione, esse risultano costituite e formulate in un momento storico in cui la loro violazione era all’ordine del giorno. Richiamarsi oggi a questi diritti assoluti in senso  assoluto non può che essere controproducente, perché la Costituzione per avere valore deve essere intesa nel tempo e nella Storia. «È necessario ad un certo punto rendersi conto che quelle inviolabilità devono poter anche essere violate perché non diventino strumento in mano ad una piccola e interessata parte dei cittadini» - ha concluso Canfora.

Tra le pagine di letture nuove e antiche, grandi classici e giovani scrittori, si è cercato di riscoprire il senso di questa parola, troppo spesso abusata, e sicuramente piegata ad usi e ideologie politiche. E soprattutto la si è coniugata e ristretta ad un preciso ambito, alla stampa e all’informazione, presupposti imprescindibili per lo sviluppo di una propria coscienza critica. La cultura e la possibilità di esercitarla in ogni campo sono presupposti imprescindibili per la nostra libertà umana e intellettuale.

La seconda ed ultima tappa a Bari si avrà oggi 3 giugno presso la libreria Feltrinelli.

Per ulteriori informazioni e per aderire all’iniziativa:

http://www.laterza.it/reading.asp



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