Tagli allo Spettacolo, 5 milioni di euro in meno per la Puglia. "Così si rischia il collasso"

“Appare assurdo e barbarico che mentre una virtuosa Regione del Sud mette fondi su un sistema dello spettacolo di indubbia qualità, destinando ad esso anche risorse europee dell’Obiettivo Convergenza, lo Stato vanifichi gli sforzi mettendo in ginocchio d’un solo colpo l’intero sistema”.
Sono parole tratte dalla nota dell’Assessore Silvia Godelli, che annuncia l’adesione formale della Regione Puglia e del suo Assessorato alla mobilitazione nazionale contro i tagli del FUS, e la sollecitazione alle altre Regioni a fare altrettanto, che verrà espressa nella riunione romana del 23 marzo.
Sarebbero almeno 5 milioni di Euro i soldi sottratti al sistema dello spettacolo in Puglia, tagli che, secondo l’Assessore Godelli, metteranno in crisi le stagioni già programmate, con conseguenze pesanti sull’occupazione nel settore, conseguenze che in alcuni casi rischiano di essere irreversibili. Rischierebbero letteralmente il collasso, ad esempio, i due Teatri Stabili privati Kismet e Koreja, il Festival della Valle d’Itria, la Fondazione Petruzzelli, il Consorzio Teatro Pubblico Pugliese.
Uno schiaffo al “sistema della Cultura” messo in piedi dalla Regione Puglia negli ultimi anni, più volte decantato, e che molti hanno visto come un veicolo di sviluppo. Un sistema costruito con investimenti diretti ed indiretti, ma che ora, con questi tagli, rischia di entrare in crisi.
La Regione, evidentemente, non ci sta. Si vedrà, nelle settimane a venire, quali potranno essere i risultati della mobilitazione nazionale contro i tagli al FUS. La richiesta, come è spiegato nella nota, è di “ripristinare il FUS almeno ai livelli del 2009”. E di cambiare rotta, rispetto alle Politiche Culturali del Governo italiano.
(Al.Ce.)
