Influenza A - Il parere degli esperti: intervista al Dott. Vincenzo Frappampina
di Donato Debernardis

Potrebbe fornirci una breve descrizione del virus H1/N1?
Allora, il virus H1/N1 appartiene alla grande famiglia dei virus influenzali, un ceppo di virus che ci circonda da sempre e che sono stati responsabili, anche in passato, di quelle che si chiamano “grandi pandemie”.
Il motivo per cui si parlatanto del virus H1/N1 quest'anno, è perché è imparentato dal punto di vista strutturale e virologico ad alcuni dei virus che hanno determinato grandi pandemie storiche, in particolare si fa riferimento a quella della “Spagnola”, che ebbe luogo nel 1917-1918 e che fece più vittime della Prima Guerra Mondiale.
Per quanto riguarda i sintomi, cosa si può dire?
Dal punto di vista dei sintomi l'influenza A, quella determinata dal virus H1/N1, non è distinguibile dalle altre forme di influenza, cosiddetta stagionale, perché la sintomatologia è comune a tutte le altre forme di influenza. Normalmente i sintomi sono di carattere generale, come sono per esempio la febbre che diventa rapidamente alta (che è un dato costante) e sintomi di carattere locale, ossia riferiti a un determinato organo o a un determinato apparato. In particolare sono frequenti quelli a carico dell'apparato respiratorio, che possono andare dalla rinite (il naso che gocciola), alla tosse, al mal di gola, oppure sintomi a carico dell'apparato digerente come sono dolori alla pancia, dolori addominali e talvolta dissenteria.
Ma allora in cosa si differenzia dalla stagionale?
Dal punto di vista dei disturbi, non è possibile capire se siamo di fronte all'una o all'altra forma. Quello che si può dire è ciò che si rileva dai dati cosiddetti epidemiologici, nel senso che nella fase dell'anno che stiamo attraversando è presente quasi esclusivamente il virus H1/N1. Perciò si può pensare, da un punto di vista empirico, che se ci troviamo di fronte a un caso di influenza, esso sarà con ogni probabilità da attribuire a questo virus. In questo periodo particolare, sono più interessati i soggetti giovani, c'è infatti una bassissima percentuale di casi di persone anziane colpite, poiché in un certo senso queste ultime sono state, in virtù della loro età, probabilmente già precedentemente a contatto con virus simili a quello che sta circolando quest'anno e ne sono quindi, almeno parzialmente immuni.
A questo punto, cosa fare in caso di sospetta infezione?
Le misure da adottare sono quelle comuni ad ogni altra influenza. È assolutamente essenziale il riposo a domicilio: è invece assolutamente da escludere ogni intervento di carattere urgente presso gli ospedali. Non è assolutamente il caso, come spesso si sente dire, di recarsi al Pronto Soccorso, soprattutto in caso di febbre alta. Questa è una cosa da evitare totalmente, sia in caso di persone anziane, che in quello di bambini piccoli! È indicato quindi restare a casa, contattare anche solo telefonicamente il proprio medico di famiglia, o il pediatra, che potrà dare i consigli più appropriati sul da farsi e trattare i sintomi, la febbre, gli eventuali dolori addominali o tosse.
E per quanto riguarda la questione vaccino?
Per quanto riguarda il vaccino occorre distinguere tra due vaccini che quest'anno sono disponibili, quello dell'influenza stagionale e quello per l'influenza A. Il primo è distribuito tramite le ASL e i medici di famiglia a tutte le persone cosiddette “a rischio”, che per quanto riguarda l'influenza stagionale sono soprattutto i soggetti anziani, e i soggetti con patologie croniche di qualsiasi età. Mentre nel caso dell'influenza A, i soggetti “a rischio” sono i bambini, le donne gravide, e i soggetti giovani e non con patologie croniche che riducano il potere di difesa.
Quindi Lei consiglierebbe di vaccinarsi? In particolare il vaccino italiano è sicuro? C'è una voce insistente nei medici che non lo consigliano in quanto non testati, cosa c'è di vero?
Per quanto riguarda il profilo della sicurezza del vaccino contro il virus influenzale H1/N1 prodotto in Italia, le garanzie di mancanza di rischi sono assolutamente le stesse rispetto quelle dei vaccini prodotti in altri Stati del Mondo, perché i criteri e i protocolli ai quali le aziende di chimica farmaceutica che producono questo tipo di vaccino si devono attenere, sono gli stessi.
Detto questo bisogna anche dire qualche cosa in merito a chi è opportuno che riceva il vaccino, nel senso che questa non è attualmente da considerare come un'emergenza che possa portare a una vaccinazione di massa, se non altro dal momento che in cui non è disponibile una quantità di vaccino tale da assicurare la copertura di tutta la popolazione italiana, in quanto l'azienda che lo produce non riesce ad avere un ritmo di produzione che sia sufficiente.
Come già dicevamo prima, non è necessario vaccinare tutti, bensì assolutamente utile farlo nei casi di tutti coloro che siano funzionali al cosiddetto mantenimento del sistema, e quindi in particolare tutti coloro che operano in qualsiasi titolo nel settore sanitario, o nelle forze dell'ordine. In particolare si è passato alla vaccinazione di massa delle gestanti, e successivamente dei bambini al di sotto dei 14 anni e soggetti con patologie croniche, dopodiché man mano che saranno disponibili le dosi, si estenderà la somministrazione alle categorie di coloro che operano nel campo dell'utilità pubblica, pensiamo ad esempio a coloro che operano nella distribuzione dell'energia elettrica, nel mantenimento delle reti informatiche, nei trasporti e nei servizi essenziali in genere.
Dal punto di vista dell'efficacia, quella del vaccino influenzale H1/N1 non è totale, nel senso che non copre il 100% dei soggetti vaccinati, ma ha una capacità di successo intorno all'80%, che dalle autorità sanitarie mondiali viene ritenuta più che sufficiente.
Quindi alla fine, lei ritiene sì opportuno vaccinare tutti coloro che da questo virus possono derivare complicazioni, non certo chi può cavarsela con una settimana a letto...
Esattamente, e questo discorso vale per tutti i tipi di influenza. Però, anche il soggetto adulto che non soffre di particolari patologie croniche, ma che per sue motivazioni di ordine lavorativo o familiare possa essere veicolo di contagio (pensiamo per esempio agli stessi familiari di persone a rischio, o a personale di assistenza a domicilio).
Invece per quanto riguarda la composizione chimica del vaccino, ci sono agenti che hanno destato sospetto tipo il mercurio o lo squalene, cosa può essere opportuno sapere a proposito?
Si è molto parlato degli eventuali danni legati all'assunzione di queste sostanze, ma se si vanno a controllare i dati scientifici disponibili sulle fonti accreditate, si potrebbe scoprire ad esempio che le sindromi neurologiche che si pensa siano imputabili alla presenza di mercurio nella composizione dei vaccini, in realtà non sono più numerose nei soggetti vaccinati rispetto a quelli che con quei vaccini non hanno avuto niente a che fare. Discorso analogo seppur con qualche differenza si può fare per quanto riguarda lo squalene, che è una sostanza che fa parte della composizione normale di molte delle cellule del nostro corpo, e che altro non è che una sostanza adiuvante, ossia una sostanza inerte che viene adoperata nella composizione del vaccino allo scopo di renderlo più efficace soprattutto nel tempo, e quindi rendere l'azione del vaccino più duratura ed efficace, specialmente nelle persone che abbiano problemi di immuno-competenza, come per esempio possono essere le persone anziane.
Il problema è soprattutto quello dell'accreditamento delle fonti a questo punto, bisognerebbe sempre esercitare un potere di critica sulle fonti che ci vengono sottoposte.
Quindi non dobbiamo rischiare di creare una “psicosi del vaccino” su una già preesistente “psicosi dell'influenza”...
Il problema è che la psicosi esiste già, e molto di questo è legato al fatto che le fonti che si sono occupate della diffusione mediatica delle notizie relative all'influenza sono molte e disparate, e spesso parlano lingue diverse. È successo che alcune volte la stessa fonte abbia detto cose diverse in momenti diversi, instaurando in chi ascoltava o in chi leggeva un senso di profonda insicurezza.
