Rai per una notte in Piazza Prefettura: una festa della libera informazione
di Valeria Defilippis

Decine di persone si sono raccolte in Piazza Prefettura, a Bari, per assistere alla diretta di Raiperunanotte, la manifestazione di Michele Santoro e della Federazione Nazionale della Stampa per dire no alla sospensione dei talk show televisivi in campagna elettorale. Tra gli spettatori anche l’On.Zazzera, i rappresentati de “Il popolo viola-Bari”, “Gli amici di Beppe Grillo” e i lavoratori Telecom Italia Bari che, dopo lo sciopero dello scorso 23 marzo, si sono riuniti per protestare contro l’esternalizzazione di circa 2000 lavoratori del reparto Information Technology.
Il più grande evento web della storia italiana proclama Santoro in diretta: più di 125 mia accessi contemporanei per assistere alla messa in onda in streaming sul sito raiperunanotte.it . Il festival dell’anti-censura e della libera informazione si è trasformato, dunque, in un successo di massa che, se non servirà a riaprire i programmi di informazione in campagna elettorale, di certo manifesta la richiesta e la necessità di un vasto pubblico all’informazione e al dibattito sui temi caldi della vita politica, e non solo, del nostro Paese. Il segnale di Rai per una notte, in diretta dal Paladozza di Bologna, è stato diffuso in molte piazze italiane, circa duecento da MIlano a Torino, da Roma a Firenze.
Una versione di Annozero fatta in teatro sullo schema tipico della trasmissione con l'unica differenza che al posto dei politici o dei giornalisti invitati per commentare i fatti ci sono stati intermezzi comici e interventi musicali. Importante, ad otto anni dall’editto bulgaro, la presenza di Daniele Luttazzi con la sua comicità decisamente sopra le righe ma inarrestabile. A seguire gli interventi degli altri, dall'apertura di Antonio Cornacchione, alle canzoni di Elio e le Storie Tese, ad un improvvisato duetto tra Antonello Venditti e Morgan al pianoforte, e poi Giovanni Floris, Gad Lerner, Sandro Ruotolo e le telefonate, intercettate dalla procura di Trani, di Berlusconi al consigliere dell'Agcom Giancarlo Innocenzi e al direttore generale della Rai Mauro Masi. E poi, le interviste ai disoccupati della Omsa, ai lavoratori della Renopress e ad una ricercatrice precaria dell’Ispra, il più grande Istituto italiano in fatto di ricerca ambientale.
Al solito d’effetto l'intervento di Roberto Benigni, gli editoriali di Marco Travaglio, l'intervista al grande regista Mario Monicelli e il messaggio di Milena Gabanelli, con il consueto finale di Vauro, anche lui libero da qualsiasi remora nel satireggiare. E per finire il giuramento a cui si sono uniti tutti, di "farla sempre fuori dal vaso".
Una lezione per la comunicazione e l’informazione, a sottolineare il ruolo fondamentale di internet e la fine del monopolio televisivo e della carta stampata in fatto di libertà intellettuale. La libera circolazione delle idee e delle notizie si è rivelata, ancora una volta, la più grande arma che i cittadini possano avere.
