Da Vendola il via libera ad Emiliano: “é lui il mio candidato"


A Vendola non dispiacerebbe avere il Sindaco di Bari come successore. Da oggi, anche questo è ufficiale. Come il fatto che Emiliano sia in corsa per la Regione Puglia.

Già mesi fa, di fronte alle varie “voci” che si rincorrevano, il Governatore, intervistato da Antenna Sud, alla domanda “preferirebbe un successore “Emiliano” o uno “Salentino”?”, aveva risposto in maniera inequivocabilmente favorevole al Sindaco di Bari.

Dopo che Emiliano ha rotto gli indugi, Vendola ha confermato la posizione, intervistato dal Corriere del Mezzogiorno.

“Tenderei a dire che Emiliano è il candidato di Vendola, perché egli è l’espressione di un mondo largo, anche più largo di me. Se ho una certa reticenza a dichiararlo tale è solo perché non vorrei contrassegnarlo con un timbro. Invece, di lui vanno apprezzate la capacità e l’esperienza di rivolgersi ad un pubblico largo ed eterogeneo”, dichiara Vendola quando i colleghi gli chiedono esplicitamente quale sarà il “suo” candidato nel caso in cui ci siano quelle primarie che Emiliano ha chiesto (e che Vendola, notoriamente, gradisce).

“Le cose che sta facendo Michele sono molto utili: movimenta la scena politica ed attira soggetti che sono fuori dai partiti. Non è facile un’opera di ricostruzione della forma-partito capace di risanare la ferita subìta dalla democrazia, anche a causa del declino dei partiti. La politica, oggi, non può che essere la relazione permanente tra partiti e società”, commenta il Presidente a proposito del suo aspirante successore. Quella “osmosi tra politica e movimenti” che il leader di Sel da tempo considera come irrinunciabile, nello scenario contemporaneo, e riguardo alla quale Vendola vede Emiliano come un esponente politico in grado di concretizzarla, pur con tutte le sue peculiarità specifiche, che pure, in un certo senso, li renderebbero forse lontani.

L’attuale Governatore e l’attuale Sindaco di Bari, invece, sono vicini come non mai. Lo stesso intervento di Emiliano all’assemblea nazionale di Sel (dove aveva preso le distanze da Enrico Letta e da chi considerava il Governo Monti “la primavera” del Pd, aveva espresso un grande apprezzamento per “il popolo di Sel” che “vuole cose non diverse dal nostro”, sostenendo che Bersani dovesse “metterli in contatto”, e, sulle vicende pugliesi, si era schierato per la riconferma di Stefàno a Taranto) l’aveva messo abbastanza in chiaro. Sembra che anche stavolta stiano “giocando la stessa partita”. Quella di un Centrosinistra che tenga saldo l’asse Pd-Idv-Sel (aperto o meno ad altri, su questo hanno “lunghezze d’onda” diverse), elegga i suoi leader con le primarie, che cerchi l’interlocuzione con i movimenti e che non rinunci ai suoi contenuti. Una “partita” che ha come obiettivo finale il portare l’uno alla Regione, e l’altro a Roma (che sia a Montecitorio, in posizione più forte possibile, o a Palazzo Chigi, a cui pure Vendola aveva dichiarato chiaramente di puntare pochi mesi dopo la sua seconda vittoria in Puglia, si vedrà).

Di fronte a questo, alcune posizioni di Emiliano, che ha fondato un movimento che pesca dichiaratamente a destra, e dialoga in maniera forte col “Terzo Polo” (in molti territori l’asse Lista Emiliano-Fli è già forte), passano in secondo piano. E Vendola, a specifica domanda, risponde così: “È una scelta di Emiliano e lo qualifica. Egli decide di essere se stesso e non scolorirsi solo perché decide di parlare con la sinistra o l’Idv. Non vuole essere diverso da quello che ha sempre mostrato di essere. Ed è apprezzabile per questo”.

Alessandro Cerminara



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