La Binetti a Linkredulo: "macché omofoba, dico no alle discriminazioni"
di Sara Ingrosso

Arrivata venerdì a Bari per la presentazione del suo libro “La famiglia tra tradizione e innovazione” riguardante i possibili modelli in cui si realizza la famiglia, l’Onorevole Paola Binetti, deputata alla Camera per il Partito Democratico, ha accettato volentieri di essere intervistata per Linkredulo riguardo alcune delle questioni che nel mese scorso hanno creato un vero e proprio “caso” in Parlamento.
Onorevole Binetti, nel suo libro lei parla della famiglia nella società di oggi e dedica un capitolo del suo libro al tema dell’omosessualità, tema che è stato al centro del dibattito politico nel mese scorso. Potrebbe spiegare brevemente di cosa tratta nel capitolo?
Il capitolo non nasce in riferimento al mese scorso. Da quando sono in Parlamento, quindi sia nella precedente legislatura che in questa legislatura, il tema dell’omosessualità viene affrontato, anche se con diverse modalità. Perché c’è una maggiore consapevolezza da parte degli omosessuali nella loro singolarità e nella loro appartenenza a movimenti, come GLBT – Gay, Lesbian, Bisexual, Transexual, - che cercano di rivendicare una serie di diritti. Da un lato si vuole combattere contro quei pregiudizi che caratterizzano gli atteggiamenti omofobici, a volte condotti da persone rozze dal punto di vista interiore. Da parte mia c’è un sostegno affinché nessun omosessuale venga discriminato in quanto omosessuale. Molte volte, però, le richieste di questi movimenti vanno molto più avanti, e si hanno richieste come quella del matrimonio, dell’adozione e della fecondazione medicalmente assistita. Ed è proprio su questo tipo di cose, ho cercato di argomentare nel libro le ragioni che mi hanno portata già in parlamento a dire no a richieste che andavano in questa direzione.
Crede che le divergenze in fatto di temi etici all’interno del Pd influiscano negativamente sul partito?
Quanto più si va verso la formula di “modello americano” dei due grandi partiti, tanto più ci sarà all’interno di questi partiti una pluralità di posizioni. Nel Centrosinistra ci sono delle divergenze su molti punti di vista: divergenze riguardo la collocazione europea, riguardo la gestione di problematiche legate a politiche di lavoro e divergenze riguardo le questioni etiche.
Io credo sia fondamentale che ognuno all’interno del partito agisca sempre in coscienza, quindi che il partito non debba tollerare, bensì considerare la libertà di coscienza dei suoi iscritti e dei suoi parlamentari. Questo è il mio atteggiamento, difendere i valori in cui credo anche se questo dovesse pormi in una posizione di minoranza. Ciò che chiedo al partito è di riconoscere il diritto e la libertà di esprimere quando si dovrebbe rendere necessario il proprio dissenso informato e ottenere il massimo rispetto da parte di tutti.
Per concludere, come sono i rapporti con Paola Concia ad un mese dall’episodio sulla legge contro l’omofobia?
I rapporti sul piano personale sono buoni. Sono dei rapporti importanti e positivi, sicuramente da parte mia nei suoi confronti. Capisco che lei faccia la battaglie che fa. Lei si è candidata per battaglie di difesa dei diritti umani, specificatamente per quelle sui diritti degli omosessuali. Io personalmente le confermo la stima, l’apprezzamento e la comprensione del suo punto di vista. Le nostre posizioni sono molto diverse ma entrambe lo sappiamo, ed entrambe facciamo la nostra parte, che è difendere le nostre convinzioni e cercare di contagiare l’ambiente in cui ci muoviamo.
