I ricercatori baresi contro il decreto Profumo: "una forma di razzismo tecnico"

Si svolgerà lunedì prossimo l'assemblea congiunta dell'Università degli Studi di Bari e del Politecnico per fare il punto sul Decreto Profumo 393/2011, che rischia di penalizzare ulteriormente i ricercatori del Meridione. A darne notizia, con una nota stampa, Il Coordinamento delle Ricercatrici e dei Ricercatori dell'Università e del Politecnico di Bari che lanciano l'allarme sulla possibilità che il domicilio professionale incida negativamente sulla progressione di carriera.
"Il Piano Straordinario per il reclutamento di professori associati (il c.d. Decreto Profumo DM n.393/2011, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 gennaio 2012) - si legge nella nota - esclude dalla ripartizione dei fondi le Università che hanno superato il tetto del 90% di spese fisse per il personale sul Fondo per il Finanziamento Ordinario. L’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e il Politecnico di Bari sono tra queste. Ciò significa che i ricercatori baresi saranno esclusi da ogni possibilità di progressione di carriera a causa di una variabile “contabile” che nulla ha a che fare con il merito. Il Piano Straordinario così strutturato è un chiaro atto discriminatorio che, tra l’altro, contraddice la ratio originaria della sua previsione: esso, infatti, fu previsto dalla legge Gelmini per consentire la progressione verticale dei ricercatori a tempo indeterminato, a parziale compensazione della messa in esaurimento del ruolo e della conseguente esclusione di questa categoria dal nuovo assetto universitario disegnato dalla riforma. Molti ricercatori italiani sono tagliati fuori dal Piano Straordinario, in virtù del loro domicilio professionale".
Questa decisione del Ministro, ha detta dei ricercatori baresi "avrà ripercussioni gravissime per l’intero sistema universitario e produttivo pugliese. Una volta cancellata ogni prospettiva di carriera, i ricercatori non saranno più motivati a offrire il loro decisivo contributo alla didattica (che oggi raggiunge il 40% dell’offerta complessiva). Senza risorse umane ed economiche, le Università pugliesi sono condannate alla marginalità, relegate al mero ruolo didattico e incapaci di produrre ricerca scientifica di qualità a beneficio del territorio".
Per tutte queste ragioni e al fine di concordare le iniziative é stata dunque convocata l'assemblea di lunedì 23, che si svolgerà a partire dalle 9.00 nell’Aula “A. Moro” della Facoltà di Giurisprudenza e che vedrà la partecipazione dell'intera comunità universitaria, compresi il Rettore dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” Corrado Petrocelli e il Rettore del Politecnico di Bari Nicola Costantino.
