TALENTI PUGLIESI - Erica Mou si racconta a Linkredulo

di Silvana Farina
Nata a Bisceglie, classe 1990, Erica Musci in arte Erica Mou, scrive e compone fin da piccola la propria musica. Tra il 2008 e il 2009 Erica vince diversi premi legati alla canzone italiana d’autore: dal Liri Festival, al concorso Canzone Italiana d’Autore, dall’Arè Rock Festival, al concorso L’artista che non c’era, dal premio SIAE Miglior Testo, al Premio Rivelazione Indie Pop (M.E.I.). Nel 2009 è tra i finalisti di Musicultura. Dopo “Bacio ancora le ferite” prodotto dalla Auand records di Marco Valente, l’8 marzo è uscito “È” l’album d’esordio di Erica, su etichetta Sugar di Caterina Caselli. Il disco contiene una cover dello storico brano “Don’t Stop” dei Fletwood Mac e 11 brani autobiografici, tra questi “Oltre”, scelto per accompagnare sui titoli di coda il film di Roberta Torre “I baci mai dati”,presentato all’ultima mostra del cinema di Venezia.
Ciao Erica, da pochissimo è uscito il tuo album d’esordio: cosa si prova?
Si provano una serie di emozioni contrastanti! Prima di tutto immensa gioia e soddisfazione nel cominciare a raccogliere i frutti di un intenso lavoro. Poi però c'è molta ansia e paura di crearsi aspettative troppo grandi. In generale però è un momento bellissimo e colmo di impegni.
Come mai la scelta per il tuo album di un titolo così laconico, “È”?
"E'" è il titolo di una canzone contenuta nell'album stesso che credo racchiuda bene quelli che sono i vari motivi che mi hanno sempre spinta a fare musica. Inoltre “E” vuole anche essere una sorta di affermazione di esistenza, essendo questo il mio album d'esordio.
Una chitarra, una voce melodica, brani davvero coinvolgenti. Come nascono i tuoi testi, trai ispirazione dai tuoi stati d’animo, dai libri, dal mondo che ti circonda?
Un mix di tutto questo! I brani nascono senza dubbio da esperienze o sentimenti da me davvero vissuti e provati. Ma di sicuro mi influenzano moltissimo anche le persone che incontro e i libri, i film e i cd che divoro.
La tua musica è distante anni luce dai prototipi oggi offerti sul mercato: niente testi banali e sonorità preconfezionate. Sei molto originale. Chi però va alla ricerca quasi ossessiva del paragone ti ha definita la Bjork italiana, altri ti hanno paragonata a Cristina Donà. Quali sono le tue influenze musicali? La tua musica si può davvero collocare entro gli steccati di un genere: pop, folk-rock o altro?
Ti ringrazio! I paragoni sono sempre un po' scomodi ma in questo caso mi rendono molto felice perché si riferiscono a due grandissime artiste. I miei ascolti sono molto vari; durante l'infanzia ho ascoltato moltissimo i grandi cantautori italiani, poi da adolescente mi sono avvicinata alla musica anglofona (soprattutto degli anni '70). Adesso ascolto di tutto cercando, per lo più, di scoprire musicisti particolari, meno noti. Per quanto riguarda le classificazioni, non credo che incasellarsi in un genere musicale sia possibile e faccia bene. La musica è indivisibile. Anche se mi rendo conto che gli steccati di un genere siano utilissimi per le classificazioni dei dischi nei negozi di musica! :-)
Cosa pensi dell’attuale musica italiana?
Credo che la musica italiana sia viva e ricca di cose preziose. Il segreto per rendersene conto è non limitare i propri ascolti alle proposte dei grandi media (che comunque, certe volte, riservano interessanti sorprese). Basta vedere l'impressionante quantità e qualità degli artisti pugliesi negli ultimi anni.
La strada della musica è impervia e farsi notare non è facile. Tantissimi ragazzi per affermarsi nel campo musicale scelgono i talent show come Amici o X factor, tu hai mai pensato di parteciparvi?
Qualche volta ci ho pensato. Alla fine però ho sempre preferito un percorso che potesse garantirmi una crescita, artistica e non solo, a piccoli passi.
“Giungla”, un pezzo dov’è tangibile la rabbia contro tutte le ossessioni che ci impediscono di essere noi stessi. “In questa giungla di abitudini…vorrei soltanto essere in me”. Cosa non ti piace delle abitudini di questa società?
Nella canzone c'è un lungo elenco di abitudini che mi rattristano, soprattutto perché noto di rimanervi spesso impigliata io stessa! In generale la canzone parla del senso di inadeguatezza che ingiustamente ci assale di fronte ai modelli preconfezionati che ci influenzano.
Chiude l’album “E mi” in cui descrivi un luogo caro della tua città: forte è il legame con la tua terra, la Puglia. Quali opportunità pensi che essa possa offrire in questo campo?
Penso che oggi la Puglia possa offrire moltissimo. C'è una grandissima attenzione all'arte e alla cultura, in particolare alla musica grazie anche all'esistenza di Puglia Sounds. Gli artisti pugliesi, come ti dicevo prima, sono moltissimi e offrono proposte di elevata qualità! Credo non sia più necessario spostarsi in altre regioni per avere grosse opportunità in questo campo.
Penultima traccia è “Harem”: un attacco a tutti coloro che restano fermi ad aspettare l’occasione giusta, senza essere propositivi. Qual è la tua “filosofia di vita”?
Evitare l'immobilismo, sempre, a tutti i costi. L'azione porta felicità e la felicità porta fortuna.
