Temperamente, recensioni letterarie 2.0

di Silvana Farina
Il mondo dei libri può rappresentare per ogni lettore un mondo in cui rifugiarsi, in cui provare emozioni diverse, in cui fare la conoscenza di personaggi che nel mondo reale non potremo mai incontrare. Sondaggi e graduatorie dimostrano che noi italiani leggiamo veramente poco, almeno rispetto ai nostri colleghi europei, noia e mancanza di tempo libero sono i motivi principali.
Certo è che dovunque si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini, osservava Heinrich Heine. Tuttavia bisogna ammettere che il numero degli amanti dei libri è in continuo aumento, grazie anche alle diverse sollecitazioni provenienti da iniziative editoriali, incontri con gli autori e svariati siti internet. Tra questi merita un piccolo spazio, un sito di recensioni letterarie che sta avendo un grande successo in questo periodo, si chiama “Temperamente”. Si tratta di sei ragazze, tutte pugliesi, Carlotta Susca, Azzurra Scattarella, Simona Leo, Angela Liuzzi, Glenda Gurrado, Susanna Maria De Candia, che hanno deciso di rendere concreto, solo grazie ad un assiduo lavoro e impegno, il loro amore sconfinato per la letteratura e dare vita, così, a un sito di recensioni letterarie. Sono riuscite ad attirare l’attenzione di molti lettori non solo grazie alla loro costanza e innovatività ma grazie anche a diverse iniziative: coinvolgendo collaboratori esterni, intervistando direttamente gli autori recensiti, interessandosi a novità editoriali e organizzando quiz letterari su diversi autori della letteratura italiana.
Ciao Temperine. Innanzitutto vogliamo sapere che cosa vi ha spinto ad aprire un sito di recensioni letterarie con un nome così particolare: Temperamente?
Non è stato semplice ed immediato pensare ad un nome adatto a definire il nostro progetto: la nostra idea era quella di creare una parola che potesse rappresentare ciò che la letteratura significa per noi, ossia apertura mentale, libertà, conoscenza ed insieme immaginazione e sogno. Come sempre facciamo, abbiamo iniziato a confrontarci e a proporre dei nomi, i quali si avvicinavano sempre più all’idea, e così, grazie alle parole pronunciate da ognuna di noi, siamo giunte a Temperamente: questo nome richiama determinazione e carattere per la sua assonanza con “temperamento”, caratteristica che accomuna tutte noi e, allo stesso tempo, fa pensare subito ad una mente aperta, capace di scoprire nuove storie, di conoscere persone e farsi scalfire positivamente dal forte potere derivante dalla lettura di un libro. Questo neologismo è perfetto nella definizione di un contenitore di riviste letterarie e nella resa del nostro essere amanti della letteratura e ragazze pronte ad affrontare il mondo editoriale. [Glenda]
Si tratta di un progetto realizzato da giovani ragazzi che amano la letteratura e che si relazionano con un pubblico variegato. Com’è la sua risposta al vostro progetto e alle proposte che sponsorizzate anche attraverso Facebook?
Nonostante l'eterogeneità del pubblico a cui ci rivolgiamo (appassionati di letteratura, veri e propri divoratori di libri, scrittori esordienti e non, studenti di scuola superiore, universitari con un approccio critico un po' più approfondito, ecc) la risposta si traduce in un seguito considerevole e partecipato. Le nostre proposte sono volutamente variegate per incontrare interessi differenti. Ci piace soprattutto avviare discussioni, perchè è il modo più simile a un incontro dal vivo per chiacchierare di letteratura, acquisti, modi di catalogazione libri fai-da-te e tanto altro. Tra le iniziative più "animate" ci sono soprattutto il concorso di recensioni in occasione della "Giornata della memoria" e "Piccolo mondo biblio", un'iniziativa che consiste nel pubblicare le foto delle librerie dei nostri amici di Facebook, per condividere - seppur virtualmente - spazi personali creando una vivace "photo gallery". Anche i quiz sono molto seguiti e apprezzati, un modo simpatico per mettersi alla prova e scoprire novità con leggerezza. [Susanna]
Pochi giorni fa si è concluso il Salone del Libro a Torino e alcune di voi erano presenti, cosa ve n’è parso? Cosa pensate dell’attuale mondo editoriale?
Credo che parlando del Salone del libro l'entusiasmo sia da moderare (anche se con difficoltà). Insomma, è un luogo in cui i lettori sentono di poter condividere la propria passione (anche se secondo me 'passione' non è la definizione giusta, credo che si tratti più di necessità vitale, anche se detto così può suonare falso e di facciata), ma la realtà che appare evidente a Torino è che la letteratura non sia la prima preoccupazione degli addetti ai lavori. Non di tutti, ovviamente. Ma le persone che davvero sono abitate dal dèmone delle Letteratura (maiuscolata) non sono moltissime (e molte di loro non hanno spazio nel mercato editoriale); sono piuttosto logiche pubblicitarie e sotterranee le leggi del mondo del libro. Quindi i due aspetti di cui ci chiedi conto sono in realtà la stessa cosa: il Salone è il luogo in cui l'editoria italiana trova il punto di massima concentrazione, e in cui ci si può fare un'idea del suo funzionamento in Italia. E l'editoria è, spesso, molto lontana dalla letteratura. La situazione italiana in campo librario rispecchia quella di tutti gli altri settori: centralità dell'aspetto economico, visibilità direttamente proporzionale al potere (e spesso inversamente proporzionale alla qualità), considerazione dell'utente finale come consumatore da convincere e non come persona le cui esigenze soddisfare. L'editoria non ha grande considerazione dei lettori: sono pochi e li si considera per lo più poco esigenti. La cosa triste è che per la maggior parte lo sono davvero o finiranno con l'esserlo, e questo dipende da carenze strutturali dell'Italia: sistema scolastico pessimo, università che hanno rinunciato al tentativo di incidere sulla vita culturale degli studenti. Non per tirare l'acqua al nostro mulino (quanto piuttosto per combattere donchisciottescamente contro le sue pale) ma luoghi (per quanto virtuali) come Temperamente nascono e trovano la propria nicchia proprio perché esistono solo per l'interesse di chi li crea nei confronti della letteratura. [Carlotta]
Le vostre sono recensioni originali, caustiche e ironiche di classici, moderni e contemporanei. Recensire, dal latino recensere ‘esaminare’, può essere libera espressione o volontà di fornire l’esatta lettura critica del testo. Per voi che cosa significa recensire un libro?
Sicuramente recensire è un modo per fissare su carta le emozioni che sono scaturite in seguito a una determinata lettura. È bello a distanza di anni scoprire che impatto ha avuto su di noi quel libro. Quindi possiamo dire che in primo luogo recensiamo per noi e ogni recensione rappresenta una pagina di diario, un diario di lettura. In secondo luogo non c’è cosa più bella che condividere con gli altri le proprie impressioni, dalle quali possono scaturire dibattiti, assensi o dissensi. L’uomo è nato per esprimere se stesso e le sue esperienze, che senza l’altro perderebbero vitalità e senso. [Simona]
I libri sono l’umanità stampata. (Barbara Tuchman). I libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di familiarità attiva e penetrante. (Fernando Pessoa) Una stanza senza libri è come un corpo senz’anima. (Marco Tullio Cicerone). E per voi, che cosa sono i libri?
Siamo destinati a vivere una sola esistenza e ad accontentarci di quello che di buono può capitarci. Per quanto lunga (sic!), la nostra vita ci concederà solo un certo numero di esperienze, un infinitesimo delle possibilità che il mondo effettivamente ci offre. Credo sia solo sfogliando le pagine di un libro che venga concessa all’uomo la possibilità di vivere una, due, mille vite; fare, disfare, scoprire, conoscere, amare, vivere, provare, giocare, arricchirsi, viaggiare, sognare. Ecco, il libro è questo: uno spioncino privilegiato dal quale osservare il mondo e imparare.
Un tuffo in un libro è un tuffo nell’universo. [Angela]
Grazie al web oggi è possibile realizzare grandi e piccoli progetti. Gli amanti della carta però rivendicano l’importanza per il lettore di avere tra le mani un libro, un giornale o una rivista concreta e tangibile. Tenendo conto dei vantaggi che comporta il web e delle spese che implica, invece, la carta stampata, avete comunque mai pensato a una rivista cartacea?
Credo che chi ami la carta stampata la amerà sempre, almeno finché gli uomini saranno fatti come ora li conosciamo. Questo significa anche che il web è moooolto stimolante ed offre infinite possibilità. Detto questo, c'è da ricordarsi che ci sono autorevolissime e fondamentali riviste di settore per chi ama i libri (L'indice dei libri del mese, Pulplibri, Leggeretutti, lo stesso Linus) e siti web che valgono più e tanto delle riviste succitate – basti pensare a Giap dei Wu Ming, o al più recente Finzioni, che si riconferma ogni mese come blog letterario più letto. Temperamente è nato online e si sviluppa online, i nostri fan provengono da tutta l'Italia, non solo da Bari dove tutto è nato, continuiamo ad acquisire amicizie e simpatie di persone che sono arrivate a noi tramite internet e che ci leggono regolarmente su internet. Anche le forme delle nostre recensioni (spesso intime e personali, ma non per questo meno critiche) sono tipiche di quelle del “post”. Perciò, no, non abbiamo mai pensato seriamente di uscire sulla carta stampata. D'altronde, abbiamo già ricevuto delle proposte! Ma non le abbiamo accettate, sia perché non perfettamente convincenti sia perché preferiamo lavorare così, fluide e libere su internet, regno dell'interattività e della soggettività, così se diciamo qualche cantonata nessuno se la prende e si ha sempre possibilità di confrontarsi (aha). E poi, noi, di idee parallele e ulteriori, ne abbiamo tante e tante altre, in serbo... aspettate e vedrete. Il web è grande, ma non quanto la nostra fantasia. [Azzurra]
www.temperamente.it
