Poste italiane, l'odissea continua


di Giuseppe Fraccalvieri

Una situazione insostenibile alle Poste Italiane, andata avanti incredibilmente per tre giorni. Poche settimane fa, LINKredulo si era occupato dei disagi causati ai cittadini da disfunzioni e ritardi nel servizio postale. Con un certo disappunto notai, rileggendo l'articolo, di non essermi soffermato a lungo sui pur evidenti limiti infrastrutturali dell'azienda.

Limiti che sono evidenti e che erano stati alla base anche della mie precedente disavventure. Ad esempio, con la rottura del distributore di biglietti per la fila e  col contemporaneo shutdown delle macchine nel primo ufficio. Ma l'esperienza di molti di noi parlano anche di macchine obsolete ed ultradecennali che rallentano il lavoro degli operatori o vanno in panne con estrema facilità, persino per effettuare il pagamento di una semplice bolletta.

Non avrei mai pensato che sarebbe stato necessario tornare sull'argomento: non così presto, perlomeno. E invece, già il 1° giugno un server in panne impedisce la maggior parte delle operazioni in un grandissimo numero di uffici postali in tutta Italia. Nella prima mattinata, presso l'ufficio di  Bari vecchia, era possibile effettuare spedizioni dagli sportelli, ma gli altri servizi erano disabilitati.  Nella tarda mattinata anche lo sportello delle spedizioni non era operativo. Problemi di questa gravità si verificarono contemporaneamente anche in diversi altri uffici della città e del resto d'Italia. Al ritorno dalla festività del 2 giugno nessuno si sarebbe probabilmente aspettato che i problemi persistessero invariati.

Ed invece, gli stessi utenti esasperati del 1 giugno si sono ripresentati il giorno 3 presso gli sportelli, con le stesse necessità, e ritrovando gli stessi problemi. Presso l'ufficio di Bari vecchia molti si erano presentati nella primissima mattinata. Assolutamente prevalenti gli anziani che ancora attendevano la loro pensione. Alle 11:30 la situazione era ancora invariata, mentre una mezz'ora più tardi era possibile compiere le operazioni di spedizione, ma con una lentezza insostenibile. Alla stessa ora, presso l'ufficio in via Marchese di Montrone, mentre il tabellone indicava che si sarebbe servito il numero A 171, dal distributore ho ritirato il biglietto A 469. Quasi trecento numeri di fila, molti dei quali di persone che avevano lasciato l'ufficio per disperazione. Situazioni come queste si sono ripresentate in tutta la città ed in Italia.

Bisogna sottolineare che questo problema, che interessa tantissimi italiani, ha invece avuto sui media meno risalto di quello che avrebbe meritato. Anche il Codacons ha protestato vivamente per i disservizi, ma a dover preoccupare davvero sono i tantissimi italiani ormai esasperati dai disagi provenienti da quello che dovrebbe essere un servizio basilare per una società moderna.